sommer_giorgio_1834-1914_-_n-_6144_-_mangiamaccheroni“Fin dalle prime ore del mattino un tenero vapore si congeda dal tegame di terracotta in cui diventa bionda la cipolla ed esala le sue nobili essenze il rametto di basilico appena colto sul davanzale.”

Così inizia il poemetto in prosa che Giuseppe Marotta dedicò al ragù che sarà condimento per la pastasciutta, piatto fondamentale sulla tavola napoletana in specie,  e campana in genere. La gastronomia napoletana è tra le più ricche e originali cucine italiane. Più che regionale una vera e propria cucina nazionale, con le sue varianti aristocratiche – raffinate per l’elaborazione dei diversi influssi greci, arabi, normanni, francesi – e popolari, dalle invenzioni ingegnose e saporite, come la pizza, ormai diffusa in tutto il mondo.

Universalmente noti sono gli Spaghetti al Pomodoro Fresco e i Vermicelli alle Vongole Veraci, altrettanto celebri i Maccheroni al Ragù, le Lasagne Imbottite e i Fusilli alla Ricotta. Ottime le minestre preparate con le verdure della ricca terra vesuviana: la Maritata con cavoli e carne di maiale, la Parmigiana di melanzane, gli Zucchini a’ Scapece o in carpione e i peperoni imbottiti.

Naturalmente il pesce non poteva che essere una delle specialità di questa città dalla millenaria vocazione marinara: zuppe di pesce, di vongole, frittura di triglie e calamari, polpi affogati. Da segnalare il Fritto Misto Napoletano che mescola carne, frattaglie, pesce e verdure in pastella con polenta, panzerotti ed altro servito caldo e croccante. Altra pietanza fritta e gustosa è la Mozzarella in Carrozza.

Per quanto riguarda la carne famosa è la Bistecca alla Pizzaiola, con pomodoro fresco , la Zuppa di Soffritto (frattaglie di maiale) e la Zuppa di Carne Cotta (di frattaglie di bue).

Dalla tradizione dolciaria napoletana: i Gelati, le Sfogliatelle, la Pastiera a base di ricotta, le Zeppole, gli Struffoli, i Taralli, i Casatielli, i Babà, gli Spumoni, i Fiori d’Arancio, la Cannella, i Canditi.

La PIZZA: è la creazione più celebre della cucina campana.mystic-pizza-naples-lede
Già nota ai Romani, era allora una specie di focaccia di grano, chiamata “Lagana” o “Picea”, da cui deriva “Piza” e infine “Pizza”, ma quella che conosciamo noi ha poco più di due secoli.
La mangiava il popolino e la preparava il cuoco di corte per la tavola reale. Si dice che Ferdinando IV di Borbone ne fosse così ghiotto da utilizzare una volta, per cuocerla, i forni di Capodimonte da dove uscivano le preziose ceramiche. Si lasciarono conquistare da questo piatto meridionale anche i sovrani piemontesi: fu per Margherita di Savoia che nel 1889 il pizzaiolo Raffaele Esposito creò la pizza tricolore con mozzarella, pomodoro e basilico, che si chiamò appunto Pizza Margherita.

VINI DOC: direttamente dalle pendici del vulcano il Vesuvio e il Lacryma Christi.

 

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